La sicurezza prima di tutto
Una città segnata da due tragedie di forte impatto, legate al tema della sicurezza dell’abitare, ha deciso di dare grande importanza alla prevenzione avvalendosi di tecniche di rilevazione scientifiche che possono costituire la base informativa su cui operare le scelte di programmazione degli interventi nei settori dell’urbanistica, dei lavori pubblici e della protezione civile.
L’evento tragico più rilevante è quello del crollo dell'edificio di Viale Giotto che fece 67 vittime, avvenuto l’11 novembre 1999. Ma fu subito dopo le 8 vittime del crollo della palazzina di Via delle Frasche, avvenuto il 20 novembre 2004, che si innescò un programma nazionale legato alla difesa del suolo e alla sicurezza delle aree urbane.

IL PROGRAMMA espandi/riduci


Il programma nasce in seno all’Accordo di Programma Quadro “Difesa del suolo”, su risorse ripartite da una delibera CIPE 20/2004. Riguarda uno studio di fattibilità per il monitoraggio e la messa in sicurezza delle aree urbane a rischio di stabilità statica e vulnerabilità strutturale nella Città di Foggia, per il quale è stata sottoscritta, il 20 maggio 2008, una Convenzione tra Autorità di Bacino della Puglia, Comune di Foggia e Provincia di Foggia.
In base alla Convenzione n. 0004819 del 20.05.2008, stipulata con
L’Autorità di Bacino della Puglia è stato nominato soggetto attuatore dalla Regione Puglia, per il rilievo della vulnerabilità statica e sismica del patrimonio edilizio. In base alla convenzione, al Comune di Foggia viene richiesto di effettuare le seguenti attività:
- fornire all’AdBP i dati elementari relativi al XIV censimento popolazione e abitazioni ISTAT 2001;
- individuare, su cartografia a scala adeguata e su supporto informatico: gli aggregati ed i relativi edifici privati; gli edifici pubblici strategici; gli edifici di culto ed i beni monumentali; le aree interessate da ipogei e cavità sotterranee;
- eseguire il rilievo della vulnerabilità statica e sismica e delle criticità strutturali, con riferimento alla scheda di valutazione che verrà fornita dall’AdBP;
- procedere alla elaborazione dei dati raccolti ed alla restituzione di specifici indicatori e carte tematiche, sulla base delle metodologie indicate dalla stessa AdBP;
- procedere al censimento e alla elaborazione di apposite mappe, delle cavità ipogee, sia di origine naturale che antropica, presenti sul territorio comunale;
- fornire la cartografia topografica di sintesi e di dettaglio (scala 1:5.000 ed 1:2.000), opportunamente georiferita;
- fornire i rilievi fotogrammetrici georeferenziati;
- fornire i risultati delle indagini geognostiche e geotecniche eseguite;
- fornire i risultati delle indagini geofisiche eseguite;
- fornire le banche dati disponibili sulle cavità ipogee, naturali ed antropiche, censite.

AMBITO E EDIFICI DI INDAGINE espandi/riduci


Il Comune di Foggia ha avviato dapprima le procedure per le valutazioni di vulnerabilità statica e sismica di “1° livello” con riferimento al tessuto urbano dei rioni campione (centro storico, quartiere “Croci” e borghi settecenteschi), utilizzando le schede di valutazione e i protocolli di modellazione concordati con l’Autorità di Bacino della Puglia.
Successivamente sono svolte le procedure per le valutazioni di vulnerabilità statica e sismica di “2° livello” per alcuni edifici pubblici strategici comunali e di edilizia architettonica e monumentale presenti nel territorio comunale:
- Scuola elementare “Giovanni Pascoli”, in Piazza De Sanctis (adiacente la Cattedrale di Foggia);
- Museo Civico, Piazza Nigri n. 1;
- sede Università degli Studi di Foggia, all’Ex Tribunale;
- chiesa di San Tommaso, in via Ricciardi n. 29
Tali verifiche sono condotte in conformità con i contenuti delle NTC 14.01.2008, dell’O.P.C.M. 3274/03 e delle Linee Guida della Regione Puglia.

IL METODO espandi/riduci


La vulnerabilità sismica. La vulnerabilità sismica è la propensione di una struttura a subire un danno di un determinato livello a fronte di un evento sismico di una data intensità.
Il metodo più semplice per la valutazione della vulnerabilità è basato sulla compilazione di una scheda dell'edificio in cui vengono riportati alcuni parametri indicatori di vulnerabilità.
Ogni scheda ha per oggetto un edificio, sia se strutturalmente isolato, sia se strutturalmente unito a quelli adiacenti (aggregato strutturale).
L’aggregato strutturale. Per aggregato strutturale si intende un insieme di uno o più edifici tra loro collegati strutturalmente e in genere coincidenti con un isolato.
L’individuazione degli aggregati è stata facilitata dal GIS, in cui è stata importata la Carta Tecnica Regionale, dalla quale, a sua volta, sono stati estrapolati e numerati tutti i poligoni degli aggregati dell’area d’intervento. Ai rilevatori sono state fornite le mappe delle zone da rilevare, contenenti tutti i poligoni degli aggregati con relativa numerazione.
L’edificio. Per edificio (o unità strutturale) si intende un organismo dotato di caratteri di unitarietà come: tecnica costruttiva, tipologia ed epoca di costruzione, continuità delle chiusure verticali ed omogeneità delle quote degli orizzontamenti.
Il rilievo. Il rilievo visivo degli edifici è stato condotto da 30 tecnici locali, suddivisi tra ingegneri, architetti e geometri, opportunamente formati.
La scheda di vulnerabilità sismica. La scheda dell’edificio è suddivisa in quattro pagine: le prime due riportano dati di carattere generale, mentre le ultime due riportano i parametri di vulnerabilità veri e propri. La scheda di vulnerabilità sismica riporta:
- identificazione dell'aggregato e dell'edificio;
- dati anagrafici dell'edificio;
- fotografie o rilievi dei prospetti;
- planimetria generale, adatta a identificare l'edificio all'interno del tessuto urbano e dell'aggregato (catasto, carta tecnica regionale o comunale, aerofotografia);
- pianta del piano terra dell'edificio (catasto o rilievo);
- inserimento dei parametri indicatori della vulnerabilità sismica;
- inserimento dei parametri di vulnerabilità specifici per tipologia strutturale;
- sezione dedicata al rilievo dei danni strutturali;
- note esplicative dei rilevatori.
L’informatizzazione dei dati attraverso il GIS. I dati delle schede di rilievo sono stati informatizzati ed inseriti in un database (file responses .pdf - Adobe Acrobat Pro) e successivamente agganciati ai poligoni degli aggregati. Attraverso il GIS il poligono originario del singolo aggregato è stato frammentato nei poligoni dei singoli edifici, secondo le indicazioni fornite dai rilevatori e previa validazione delle stesse da parte del Project Manager.
I Sistemi Informativi Geografici rappresentano lo strumento operativo più adatto per le analisi di rischio territoriale, proprio per le loro peculiarità che consentono la gestione di processi legati ad entità distribuite su uno spazio geografico, o meglio, su un territorio:
- organizzazione e gestione archivi tematici;
- localizzazione aree a rischio;
- pianificazione interventi di mitigazione;
- produzione di cartografia tematica.

 

 
Comune di Foggia - Assessorato all'Urbanistica - Corso Garibaldi, 58