| La replica dell’assessore all’Urbanistica Fiore al consigliere Longo: «Sulle Zone F assoluta legittimità e massima trasparenza» |
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| Lunedì 29 Agosto 2011 20:31 |
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«Le deduzioni del consigliere Bruno Longo in merito alle procedure seguite sulle zone F si basano su presupposti totalmente sbagliati». L’assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia, Luigi Fiore, replica al comunicato stampa con cui il consigliere del Gruppo “Prima Foggia” ha diffuso il contenuto della sua osservazione ai piani particolareggiati su Via Gandhi e Via Tito Serra. Si tratta di due Piani adottati dal Consiglio comunale il 14 aprile scorso, all’esito di un’azione apertasi con una procedura a evidenza pubblica e conclusasi con la selezione di interventi con parametri urbanistici ben al di sotto di quelli delle preesistenti aree B e di 167, che insistono in adiacenza delle zone interessate dai due piani.
«Longo chiede alla Regione cose che la Regione ha già chiarito – prosegue Fiore – attraverso la Circolare esplicativa n.2 del 2009 che, al punto 6, spiega che “Le varianti agli strumenti urbanistici generali (sia i PRG di cui alla l.r. 56/1980 che i PUG di cui alla l.r. 20/2001) che si dovessero rendere necessarie nelle ipotesi contemplate dal comma 3 seguono il modulo procedimentale fissato dall’art. 11, commi da 4 a 14, della legge regionale n. 20/2001”. Significa che la procedura prevista dalla Legge regionale n.12 del 2008 può essere applicata anche dai Comuni dotati dei vecchi PRG, che sono la stragrande maggioranza dei Comuni pugliesi. Foggia ha, perciò, seguito procedure assolutamente legittime e condotte nella massima trasparenza». «Longo si consente affermazioni gravemente diffamatorie risultate amplificate dai giornali – conclude l’assessore – senza riguardo alle finalità sociali che con questo programma l’Amministrazione persegue: realizzare condizioni di accesso alla casa per le coppie giovani che, prima di consolidare i loro redditi, possono pensare di affittare una casa e cominciare a pianificare maternità e paternità. Condizioni di accesso alla casa per chi, avendo un lavoro precario, neanche può avvicinarsi a una banca per chiedere un mutuo». |



